Il Vicolo presenta, negli spazi della Casa Galleria di Genova, Silenzio, mostra personale di 108, che inaugura il 25 febbraio 2026. La mostra segna la prima collaborazione dell’artista con la galleria genovese e presenta una selezione di tele e carte realizzate in continuità con la sua ricerca più recente.
108 (Guido Bisagni), attivo dalla fine degli anni Novanta, è una figura di riferimento nel panorama della pittura e dell’arte urbana contemporanea, noto per un linguaggio astratto e minimale sviluppato tra interventi nello spazio pubblico e pratica pittorica. La sua ricerca, inizialmente legata al muralismo, si è progressivamente concentrata sulla pittura come spazio autonomo di indagine, caratterizzato da forme essenziali, atmosfere sospese e un uso rigoroso del colore, in una costante tensione tra gesto e materia.
Negli ultimi anni, il lavoro di 108 ha attraversato un ulteriore processo di riduzione e sottrazione, orientato a una pratica sempre più essenziale e silenziosa. Come afferma l’artista: “Negli ultimi anni ho sentito la necessità di rendere il mio lavoro ancora meno definito e di ridurre ciò che è superfluo. Silenzio nasce da questa esigenza: non come negazione del presente, ma come spazio di distanza, di attenzione e di ascolto. In un contesto in cui tutto tende a essere esposto, dichiarato e reso immediatamente leggibile, mi interessa lavorare su ciò che resta in ombra, su ciò che non si offre
subito.”
Il silenzio evocato dal titolo non è quindi assenza, ma una condizione attiva: una soglia. Le superfici pittoriche sono attraversate da strutture scure, masse in equilibrio instabile, aperture e compressioni che sembrano emergere da uno spazio profondo, quasi geologico. La pittura procede per accumulo lento, per scavo, per sedimentazione, evitando ogni forma
di enfasi.
Il colore è impiegato con misura e rigore,assumendo un ruolo strutturale e necessario, lontano da ogni funzione decorativa. Ogni tono è scelto per necessità, non per impatto, lasciando la pittura aperta, non assertiva, disponibile a una lettura lenta e silenziosa. Le forme, ridotte a presenze minime, possono evocare architetture arcaiche, segni calligrafici o tracce di un linguaggio non codificato. Non intendono rappresentare qualcosa di definito né trasmettere un messaggio univoco, ma agire come pensieri visivi, stati temporanei, apparizioni. In Silenzio la pittura diventa un luogo di sospensione, in cui la realtà non viene descritta ma attraversata. Le opere non chiedono attenzione, ma presenza; non invitano a capire, ma a sostare e osservare, lasciando che l’esperienza avvenga senza urgenza e senza pressione interpretativa.
Biografia
Guido Bisagni (1978), noto come 108, inizia a disegnare fin da bambino, profondamente influenzato dai fumetti underground durante l’infanzia. In seguito entra in contatto con la cultura punk-rock e lo skateboarding, esperienze che segneranno in modo decisivo il suo percorso visivo all’inizio degli anni Novanta. Si laurea in Design Industriale al Politecnico di Milano ed è considerato uno dei primi e più rilevanti esponenti dell’astrazione post-writing a livello internazionale.
Alla fine degli anni Novanta, anche in relazione al superamento in Europa delle concezioni più convenzionali dell’arte urbana, abbandona progressivamente il lettering tradizionale per dedicarsi a formule espressive più autonome e riconoscibili. Questo passaggio è sottolineato anche dall’adozione dello pseudonimo 108, un nome spersonalizzante che nasce dall’intreccio di interessi legati alle filosofie antiche e orientali.
Segni, simboli e materializzazioni astratte dalle caratteristiche organiche costituiscono il nuovo immaginario poetico e spirituale dell’artista, nel quale confluiscono fonti eterogenee: dall’astrattismo delle avanguardie storiche alla casualità dadaista di Hans Arp, dalla numerologia alla pittura primitiva. Le componenti magiche e sciamaniche, insieme alle teorie
di Kandinskij, rappresentano riferimenti fondamentali nella costruzione di un linguaggio fatto di forme al tempo stesso morbide, eteree e dense, più orientato verso una dimensione intima e universale che puramente estetica, sebbene quest’ultima resti centrale.
I suoi interventi murali sono presenti in numerosi paesi nel mondo e le sue opere sono state esposte in gallerie e musei in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente e sono parte di alcune collezioni e musei pubblici tra i quali la Fundación María Cristina Masaveu Peterso di Madrid.
La mostra rimarrà aperta dal 25 febbraio al 27 giugno 2026
Opening: mercoledì 25 febbraio 2026 ore 18.30
Orario: 16 – 19 o su appuntamento
Galleria d’arte Il Vicolo – Piazza Pollaiuoli 8, Genova
telefono: 010 2467717
mail: info@galleriailvicolo.it
