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Il Vicolo è lieto di presentare MI Fist, la prima mostra personale di Stefano Fiorina in collaborazione con la galleria, che inaugura il 5 marzo 2026 alle 18.30 nello spazio di Milano, in via Maroncelli 2.

Durante l’inaugurazione, alle ore 19.30, l’artista presenterà la performance partecipativa Lo Spaccio dei Sogni Infranti.
In questa performance Gratta e Vinci già giocati, triturati e accumulati come scarto diventano il fulcro dell’azione e vengono rivenduti in buste a un prezzo simbolico che aumenta progressivamente, seguendo le stesse logiche del desiderio e del mercato. Lo Spaccio dei Sogni Infranti non si configura solo come una critica al consumo dell’illusione, ma come un gesto di restituzione simbolica: il fallimento seriale viene trasformato in materia condivisa, rendendo visibile il peso dei sogni non realizzati e rimettendolo in circolazione.

Fiorina, principalmente noto per la sua pratica performativa, sviluppa la sua ricerca partendo da un’osservazione critica della sovrapproduzione contemporanea. Materiali pubblicitari, residui industriali, elementi pop e frammenti della cultura visiva urbana vengono utilizzati come materia narrativa e trasformati in forme organiche, fiori, maschere, abiti e paesaggi simbolici.

All’interno di questo percorso, MI Fist segna un’evoluzione della ricerca dell’artista. Le opere in mostra infatti nascono dall’uso di campionari colore e di materiali legati all’industria della produzione cromatica. Le mazzette dei colorifici, strumenti nati per catalogare, standardizzare e commercializzare il colore, diventano qui materia scultorea e moduli costruttivi. Attraverso un processo di riutilizzo sistematico, i campionari vengono scomposti, ricomposti e trasformati in sculture circolari di diverse dimensioni, in cui il colore non è più campione, ma superficie attiva, ritmo visivo e struttura. Dietro un’estetica immediata e dichiaratamente pop si sviluppa quindi una riflessione sulla sovrapproduzione, sulla serialità industriale e sulla possibilità di trasformare lo scarto in forma.

Accanto a questa serie, la mostra presenta un nuovo nucleo di lavori dedicato al mondo delle rolling paper. I packaging delle cartine king size — oggetti fortemente radicati nell’immaginario pop e nella street culture — subiscono lo stesso processo, perdendo quindi la loro utilità quotidiana e venendo invece riattivati attraverso il lavoro e la ricerca dell’artista come moduli compositivi. In questa serie, attraverso collaborazioni con diversi brand, Fiorina indaga il confine tra arte, merchandising, branding e cultura urbana, trasformando involucri destinati al consumo rapido in elementi permanenti e simbolici.

La forma circolare che accomuna tutte le opere richiama l’idea di ciclicità di loop produttivo e riattivazione continua, dando vita a un sistema a scarto zero in cui ogni frammento trova una nuova funzione. La mostra si configura come un ambiente iper-pop e immersivo, in cui colore, design e cultura contemporanea si intrecciano. L’estetica, fortemente pop e immediata, si inserisce in una riflessione sulla pratica consapevole di trasformare l’eccesso in linguaggio e la sovrapproduzione in possibilità. Le strutture circolari — dai campionari colore ai lavori realizzati con i packaging delle rolling paper — richiamano visivamente rosoni, mandala e forme ipnotiche, trasformando materiali industriali e pop in simboli contemporanei di contemplazione e ritmo visivo.

Il titolo MI Fist rimanda all’album d’esordio dei Club Dogo, progetto che ha segnato una rottura nel panorama musicale italiano e che, partendo da Milano, ha ridefinito un linguaggio, un’attitudine e un immaginario. Non si tratta di un omaggio nostalgico, ma di un riferimento all’idea di esordio come atto di forza e dichiarazione di presenza: un pugno simbolico, non contro il sistema, ma al suo interno. Un gesto che afferma l’ingresso in gioco, la volontà di prendere posizione.

Il titolo riflette la natura della mostra: un lavoro che nasce da materiali poveri, scarti industriali, packaging, cultura pop e street culture, e li trasforma in dispositivi visivi potenti. Come l’hip-hop delle origini, capace di trasformare mezzi limitati in un linguaggio radicale, anche qui campionari colore, cartine e residui produttivi diventano forma, ritmo e identità.

FIST è inoltre un acronimo implicito di Fiorina Stefano. Qui dunque identità personale e contesto urbano si sovrappongono: nel titolo, Milano e l’artista coincidono.

Biografia
Stefano Fiorina (Torino, 1990) si forma presso l’Istituto Europeo di Design di Torino, dove
frequenta il corso di Comunicazione Visiva. Dopo gli studi lavora come fotografo freelance
tra Torino e Milano, collaborando con diversi studi professionali.
Nel 2019 vince la residenza artistica della Wunderkammer Gallery di Roma, dove nasce il
progetto “I Portatori di Luce”, segnando l’inizio della sua ricerca scultorea. Attraverso
materiali di riciclo e recupero realizza abiti, maschere, fiori e piante fantastici, creando un
linguaggio visivo che fonde arte, natura e immaginazione. Parallelamente conduce workshop
e laboratori esperienziali per bambini e adulti, sviluppando un approccio partecipativo e
collaborativo.
Nel 2020 viene selezionato da Sara Sozzani Maino per The World of Vogue Talents, evento
internazionale dedicato allo scouting di progetti artistici responsabili. Nel 2021 il Museo del
Garda di Ivrea gli dedica una mostra personale in dialogo con la collezione permanente.
Nel 2024 collabora con la Triennale di Milano per i laboratori della mostra di Ron Mueck, e
con OGR Torino e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per il progetto “I Speak
Contemporary”.
Nel 2025 avvia una collaborazione con il MUBA – Museo dei Bambini di Milano e il
Muzeiko di Sofia per un progetto europeo di arte partecipativa, e realizza la sua prima
personale a Bologna, in occasione di Art City, presso MAG – Magazzino Art Gaze. Sempre
nel 2025 inizia una collaborazione con Smoking Paper per progetti creativi e marketing, che
prosegue anche nel 2026.
Nel 2025 viene selezionato da Exibart e inserito nel catalogo “222 artisti emergenti su cui
investire nel 2026”, confermando l’interesse crescente della critica per la sua ricerca, che
unisce estetica, sostenibilità e partecipazione attiva del pubblico.

La mostra rimarrà aperta dal 5 marzo al 4 aprile 2026
Openinggiovedì 5 marzo 2026 ore 18.30
Orario: dal martedì al sabato 10.30 – 19
Galleria d’arte Il Vicolo – Via P. Maroncelli 2, Milano
telefono:  02 91677418
mail: infomilano@galleriailvicolo.it