In occasione di START Genova, Il Vicolo Casa Galleria presenta Kìpos, mostra personale di Mirko Baricchi.
L’inaugurazione si svolgerà da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026 nell’ambito dell’opening collettivo delle gallerie genovesi, che quest’anno si estende per la prima volta su tre giornate e sarà presente anche all’interno del Fuori Salone Nautico Internazionale di Genova.
La mostra riunisce una ventina di opere su tela realizzate appositamente per gli spazi della Casa Galleria, attraverso le quali Baricchi presenta gli sviluppi più recenti della propria ricerca pittorica.
Mirko Baricchi porta avanti una pratica che mette costantemente in discussione gli strumenti e i processi stessi della pittura. Le sue opere nascono nel tempo, attraverso un continuo alternarsi di gesto e cancellazione, stratificazione e sottrazione. La superficie diventa così un campo attivo, nel quale l’immagine non è mai definita in partenza, ma affiora progressivamente, come un’apparizione.
Ciò che prende forma non è una rappresentazione riconoscibile, ma una condizione visiva aperta: un paesaggio mentale, instabile, che si completa nello sguardo di chi osserva. Le tele funzionano come soglie attraversabili, spazi nei quali lo sguardo si muove tra velature, trasparenze, addensamenti di colore e frammenti di segno.
I lavori nascono da una relazione costante con la natura, mai intesa in senso descrittivo. Il paesaggio è un punto di partenza, un elemento da attraversare e trasformare. La pittura si emancipa così dalla rappresentazione per diventare esperienza, processo e accadimento.
Il gesto pittorico assume un ruolo centrale: non è soltanto deposito di materia, ma anche cancellazione e negazione. Il colore viene aggiunto, rimosso, graffiato e dissolto. Questa dinamica attiva una ricerca quasi alchemica, orientata verso un’origine della forma che non si stabilizza mai, ma viene continuamente rimessa in gioco.
Ne deriva una pittura lontana dalla figurazione, costruita attraverso equilibri cromatici e differenti variazioni di densità. Le pennellate, ora corpose, ora appena accennate, tendono a smaterializzarsi, facendo emergere immagini sospese, in bilico tra presenza e dissoluzione.
Nelle opere più recenti si avverte una maggiore apertura luminosa. Campiture ariose si alternano a zone dense e materiche, generando una tensione continua tra verticale e orizzontale, superficie e profondità. Il paesaggio non appare mai come una veduta, ma come un fenomeno che accade direttamente sulla tela.
Baricchi lavora per prossimità, restringendo il campo visivo ed eliminando i punti di fuga. Lo spazio si concentra e diventa quasi tattile: ogni segno entra in relazione con gli altri, all’interno di un equilibrio fragile e in costante trasformazione.
Kìpos, termine greco che indica il giardino come spazio coltivato e insieme mentale, richiama questa dimensione: un luogo nel quale natura e pensiero si intrecciano e la crescita non segue un andamento lineare, ma procede attraverso deviazioni, accumuli e trasformazioni.
Le opere diventano così territori da attraversare, ambienti nei quali il paesaggio non viene rappresentato, ma generato. Per Baricchi dipingere non significa raccontare, ma attivare: la pittura è insieme soggetto e processo, un campo vivo nel quale immagini e sensazioni emergono, si dissolvono e si rigenerano continuamente.
Biografia
Mirko Baricchi (La Spezia, 1970).
Dopo il liceo si trasferisce a Firenze, dove frequenta l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli. Conseguito il diploma e dopo una breve esperienza come grafico pubblicitario, parte per il Messico: un viaggio che segna profondamente il suo percorso artistico.
Qui lavora come illustratore per una nota agenzia di comunicazione americana, senza abbandonare la passione per la pittura. Durante una delle sue numerose visite ai musei messicani rimane folgorato dall’opera di Rufino Tamayo.
Nel 1998 rientra in Italia per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Da allora partecipa a numerose mostre personali e collettive presso spazi museali e privati, in Italia e all’estero.
Tra le sue mostre personali più recenti: Great Small Works, Stéphane Simoens Contemporary Fine Art, Knokke, Belgio, 2022; Imago, Finch Project, Londra, 2023; Il Giardino, ESCAT Gallery, Barcellona, 2025; Odéon, Galerie Tourrette, Parigi, 2025.
La mostra sarà visibile dal 2 ottobre 2026 al 20 febbraio 2027
Opening: venerdì 2 ottobre 18.00 – 23.00
Sabato 3 ottobre 18.00 – 22.00
Domenica 4 ottobre 10.00 – 13.00
Orario: 16 – 19 o su appuntamento
Il Vicolo Casa Galleria
Piazza Pollaiuoli 8, primo piano
Genova
Ingresso libero
